LA STORIA DI REGGELLO
La presenza di toponimi etruschi romani e longobardi dimostra che il territorio è stato abitato fin dall'antichità, ma è solo nel X e XI secolo che si hanno testimonianze scritte sugli attuali insediamenti. La prima citazione del "Castelvecchio di Cascia"compare in un documento del 1066.
Il Castelnuovo di Cascia, sorto nei pressi della Pieve romanica di San Pietro, si sviluppò invece nel XII secolo, lungo la principale arteria di transito della zona: la Cassia Vetus. Antica strada romana, la Cassia collegava Firenze ad Arezzo, con un tracciato che presso Reggello dovrebbe in parte corrispondere all'attuale via dei Setteponti.
Cascia fu sotto l'influenza della Repubblica Fiorentina che fin dal 1309 aveva organizzato il proprio territorio in "leghe", rette da un Podestà. Resti del palazzo podestarile sono riconoscibili nell'attuale località di Borgo a Cascia. La Lega di Cascia governava un territorio di estensione pari a quello del comune attuale a cui, nel 1424, si aggiunsero i popoli della Lega di Incisa.
L'esistenza dell'abitato di Reggello è documentata a partire dal 1250. L'attuale capoluogo nacque probabilmente come luogo di mercato all'incrocio tra un diverticolo della Cassia e la via del Casentino che attraverso la montagna, metteva in comunicazione il Valdarno con la vallata casentinese. Nel tardo medioevo l'insediamento di Reggello crebbe d'importanza, tanto che all'inizio del XV secolo vi furono spostati sia la sede podestarile che il mercato. Lega e Podesteria continuarono però a mantenere il nome di Cascia fino al 1773, quando un provvedimento legislativo del Granduca Leopoldo costituì la Comunità di Reggello. Durante la dominazione francese (1807-1810), il territorio fu retto da un Maire. La Comunità fu ricostituita nel 1814 e raggiunse l'attuale assetto territoriale nel 1840.
Nei decenni successivi all'annessione al Regno d'Italia, alcune industrie si aggiunsero alle tradizionali attività agricole e artigianali del territorio. La piazza del centro cittadino, dove si svolgeva anche il mercato settimanale, era ricca di botteghe e locande e Vallombrosa si preparava a diventare uno dei più importanti centri turistico-climatici dell'intera Europa. Nel settembre del 1892 fu inaugurata la ferrovia Sant'Ellero-Saltino. Nei primi anni del Novecento, a Saltino, sorsero ville private ed alberghi che ospitarono importanti personalità della politica e della cultura italiana ed europea, finché la guerra non pose fine alla belle-epoque che aveva caratterizzato quegli anni.
Dopo la sospensione delle istituzioni democratiche, nel ventennio fascista e dopo la Seconda Guerra Mondiale, Reggello, con le elezioni amministrative del 13 ottobre 1946, riprende il proprio cammino amministrativo sino ad oggi.
A proposito dello Stemma...
Descrizione Araldica: 'D'azzurro, all'orso d'oro, rivolto e passante sulla campagna al naturale, verso un leccio dello stesso, posto nel fianco sinistro e nutrito dalla campagna; accompagnato nel cantone destro del capo da una palla d'argento carica di una croce di rosso'.
Lo Stemma del Comune di Reggello racchiude parte della sua storia: vi sono raffigurati un orso, una croce rossa su una sfera argentata e un albero leccio. Secondo la tradizione, l'Orso era il simbolo della Lega di Cascia; la sfera con la croce rossa indica la dipendenza dal popolo di Firenze; l'albero rappresenta il borgo di Leccio.
Nel Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Emanuele Repetti scrive: "La vicinanza del paesetto di Reggello alla pieve di Cascia potrebbe forse far nascere il dubbio che in Reggello fosse stato il Castelnuovo di Cascia rammentato nelle bolle del Pont. Pasquale II (anno 1103) e Innocenzo II (anno 1134) ai vescovi di Fiesole, cui fu confermata anche la pieve S. Petri sitam Cascia cum curte et parte Castelli quod vocatur Novum. Il qual Castello fu detto nuovo a differenza del Castelvecchio di Cascia ch'ebbero i Conti Guidi a Ostina, dove si refugiarono nel 1248 e quindi assaliti si difesero molti Guelfi cacciati da Firenze dai soldati di Federigo II."
La storia del contado si intreccia con quella delle città vicine e viceversa, motivo per cui gli insediamenti religiosi in questo territorio erano posti sotto la diocesi di Fiesole e le fortificazioni realizzate con i contributi finanziari di Firenze.